L’Angelo del Signore avvisò Giuseppe
e Lui mise in salvo il suo Bambino,
primo migrante in terra d’Egitto.

L’Angelo del Signore
non fece in tempo ad Aleppo
ad avvisare i padri,
erano tanti, impauriti e stanchi,
così i loro figli rimasero schiacciati
dalla violenza bieca del mondo.
Quelli che l’Angelo del Signore avvisò
fecero per portare in salvo i loro bambini
ma la furia, questa volta del mare, li ingoiò per sempre.

L’Angelo del Signore sembrò non provare dolore
perché il suo volo proseguì imperterrito oltre,
verso altri bambini che chiedevano pane,
e non c’era per loro né conforto né manna
che potesse sottrarli alla morte.

L’Angelo del Signore
perse allora anche la voglia di volare.
Poi si fermò ad ascoltare il lamento di una madre
che cercava inutilmente suo figlio
tra i resti impietosi del suo povero rifugio
distrutto dalla furia della natura.
Distillava dal cuore rabbia e sgomento
e si chiedeva allibita: – Dov’è Dio? – Dov’è Dio?

All’Angelo del Signore
mancò questa volta il coraggio
di dare al mondo un nuovo annuncio di pace.
Mentre accarezzava teneramente quel viso materno
la sua mente andava ad un’altra madre di nome Maria
con il suo figlio straziato in grembo,
e in un sussulto improvviso decise di annunciare
a quella madre senza più speranza:
“Oggi Betlemme è qui.”

Domenico Barbaro
Poesia pubblicata dal trimestrale “Umanizziamo…ci” di Isernia (Italy)
– Numero 4 – Anno 19 – Dicembre 2016